La Lettura Creativa è un viaggio in compagnia dei più importanti autori italiani e stranieri. Un modo nuovo di immergerti nel mondo delle grandi storie della letteratura, svelando i meccanismi che hanno decretato il loro successo.

Diventare un lettore creativo significa essere disponibili a dare il proprio contributo al libro che si sta leggendo. Significa capire il “perché” e il “per come”, non per togliere poesia e magia a quanto si legge ma per aumentare e amplificare il gusto della lettura. Infatti, come ci insegna Roland Barthes: “Leggere con attenzione massimizza il piacere del testo”.

Gli incontri prevedono la lettura del libro in quanto lo scopo è quello di rendere autosufficiente il lettore nella sua analisi creativa. Prendendo in considerazione titoli considerati imperdibili e imprescindibili per ogni lettore, analizzeremo generi e correnti, conosceremo le biografie degli autori e delle autrici, scopriremo quante storie sono racchiuse nello scrigno di un libro ed entreremo in molti luoghi e in diverse forme di scrittura provando a percorrere quante più strade possibili.

Mostreremo diversi approcci alla comprensione e all’analisi del testo sottolineando sempre che la lettura è prima di tutto un processo creativo.

Le classi prevedono un numero massimo di 10 partecipanti.

Un sabato al mese

15 – 17

Scuola Macondo – l’Officina delle Storie 
Via De Cesaris 36 – Pescara

oppure online (Zoom)

6 incontri a cadenza mensile:

– 24 ottobre: “Camere separate” di Pier Vittorio Tondelli
– 21 novembre: “Il castello dei destini incrociati” e “Le città invisibili” di Italo Calvino
– 19 dicembre: “Il figlio di due madri” di Massimo Bontempelli
– 23 gennaio: “Il codice di Perelà” di Aldo Palazzeschi
– 20 febbraio: “Un amore” di Dino Buzzati
– 3 aprile: “Dalla parte di lei” di Alba De Céspedes

L'insegnante del corso

"Chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c'era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l'infinito... perché la letteratura è una immortalità all'indietro"
Umberto Eco
Semiologo