PIERO DELLE MONACHE


Definito “uno dei dieci jazzisti del futuro” da GQ Magazine e riconosciuto
“Eccellenza d’Abruzzo” dal quotidiano Il Centro, Piero Delle Monache è un
sassofonista e compositore che gira il mondo grazie alla musica. Classe
1982, ha suonato ai quattro angoli del pianeta, dalla Turchia al Giappone,
dagli Stati Uniti alle principali capitali europee (tra queste Parigi, Bruxelles,
Roma).
In Africa ha invece tenuto una tournée organizzata da Fondazione Musica per
Roma e il Ministero degli Esteri, toccando, con il suo quartetto, Addis
Abeba, Nairobi, Maputo, Harare, Cape Town, Johannesburg e Libreville,
spesso coinvolgendo musicisti del posto.
“Suonare – afferma lo stesso Delle Monache – mi ha portato in luoghi che
probabilmente, se non fosse stato per il sax, non avrei mai visto. Posti in cui
ho potuto toccare con mano cosa intendiamo quando diciamo che la musica
è un linguaggio universale: non è una frase fatta, ma davvero un’espressione
dell’anima che arriva anche a persone nate e cresciute a centinaia e
centinaia di chilometri di distanza da noi, in altri continenti”.
Oltre al jazz, questo talentuoso musicista esplora territori crossover,
alimentando progetti musicali in cui mischia con maestria voci fuori campo,
elettronica e giochi di luce. Con il suo sperimentale spettacolo in solo,
SoloSé, ha suonato al Museo del Tessuto di Prato, al teatro Massimo di
Pescara, al Museo delle Genti d’Abruzzo, al Macro e alla Casa del Jazz di
Roma.
Quattro ormai i dischi pubblicati a suo nome: Welcome, Thunupa (che ha
ricevuto 4Ètoiles **** dalla rivista francese Jazz Magazine), Aurum e Road
Movie (4 Stelle ****, il massimo, secondo Kathodik.it). Quest’ultimo,
pubblicato da un’etichetta italo-nipponica, è una raccolta di live, a differenza
dei penultimi due dischi usciti con la prestigiosa Parco della Musica records
(Auditorium di Roma) e del primo disco, interamente auto prodotto nel 2010,
con brani originali registrati in studio.
JazzConvention così scrive a proposto di Road Movie: “Non c’è uno solo dei
sette brani suonati nello spazio di quei cinque anni che non risulti pienamente
godibile”.
Le radici didattiche di Piero Delle Monache risalgono all’Accademia musicale
pescarese (fiorente realtà negli anni ’90), ai seminari estivi di Siena Jazz e
Umbria Jazz (dove ha vinto due borse di studio) e a numerose masterclass
di specializzazione. Da non dimenticare i seminari al Saint Louis College di
Roma, dove ha affiancato da traduttore e assistente Mark Turner e Chris
Potter.
Piero Delle Monache ha inoltre conseguito una laurea triennale in Scienze
Politiche ad indirizzo economico all’Università di Bologna. Nella stessa città
ha portato a termine il biennio di specializzazione in Jazz presso il
Conservatorio G. B. Martini con il massimo dei voti.
Negli anni ha collaborato con Musica Nuda, Flavio Boltro, Marco Tamburini,
Andy Gravish, Ivan Mazuze. Ha inoltre ricevuto e accettato con immenso
piacere l’invito di Vinicio Capossela a suonare un brano in Abruzzo, in
occasione di una tappa del tour Polvere – Le canzoni della Cupa. Ha suonato
alla prima edizione di Jazz for L’Aquila su invito di Paolo Fresu. Ha
partecipato da co-leader o ospite a numerosi album, con colleghi musicisti e
producer/dj. Ha curato gli arrangiamenti di Velho Continente, il disco di una
cantante brasiliana che ha scelto Piero e la sua band per intonare le proprie
canzoni.
Ha partecipato a trasmissioni radio (Rai1, Rai2, Rai3, la belga RTBF,
l’italosvizzera RSI) e suonato in numerosi festival, con sue formazioni o come
membro di big band. È inoltre attivo come docente di Sax e di Guida
all’ascolto e ha anni di esperienza nelle direzioni artistiche.
Spesso sul palco con Tito Mangialajo al contrabbasso e Alessandro Marzi
alla batteria, Delle Monache traccia, in definitiva, “une voie qu’on est curieux
de le voir poursuivre, quelque part dans le sillage de Wayne Shorter, avec
une personnalité déjà fortement affirmée” (Jazz Magazine, 12/2012).