“Pelle | è la tua proprio quella che mi manca”.
Ce ne prendiamo cura, lo trattiamo male. Amiamo quello altrui, feriamo quello nemico. Dolore, piacere. Bellezza, repulsione. Fisicità manifesta, concretezza celata. Il corpo.
Il corpo è da sempre sintesi e significato della parte più consistente dell’essere umano, capace di compiere ogni gesto impossibile. Le strade intraprese dall’esistenza dell’uomo l’hanno reso anche etereo, trasfigurandolo oltre la materia, facendone (s)oggetto di ogni cosa.

“il cuore domanda | cos’è che manca”.
Le sue assenze parlano forte, dentro e fuori. Sono terribili e dolorose. Rendono palese le ricerche, le speranze, le idee, e ogni sentimento: “dolente | tremante | ardente”. Una volta uscite, non le fermi più: ed è così che nascono, attraverso il lavoro delle loro parti forse meno nobili, le produzioni artistiche dell’essere umano: la parola, la tela, il testo, la pellicola, il canto. Mai senza dolore, mai senza piacere. Mai senza quella dicotomia assoluta che solo ciò che contiene, letteralmente, l’uomo può dare.
“nuotare nell’aria per immaginarti | se tu sapessi, che pena|.