È l’incendio, provocato dalla mano e dalle scelte dell’uomo, ad annunciare la civiltà che sorge: un parto di calore, perdita e paura, che però attrae inesorabilmente a sé. Pietra focaia del sentimento, polo magnetico della notte, rifugio delle ore senza sonno.
Timore sconfitto nel buio, vendetta per chi è privo di fede o annuncia un altro Dio prima del tempo. “Non farti del male, spegnilo”: colpisco me stesso, punizione e purezza, la cenere mi trasforma in pace. Perenne.
Dio ha bisogno dell’uomo, il fuoco della scintilla. Alimentati da piccole cose, inglobati a sé e fatti perduti senza esserne una somma: “è tutto così più grande di me”.